Il fare e la semplicitá

Avevo una vita bella a Milano sopratutto un lavoro che mi dava l’opportunità di avere tutto il tempo libero che desideravo, a 35 anni mi sentivo un uomo fortunato. Una Moto, gli amici, il calcetto il lunedì sera, relazioni importanti per fortuna terminate prima di impegni troppo seri.
Eppure mancava qualcosa.
La mia fortuna è stata come si dice, cogliere il momento, non pensare troppo nel momento in cui bisognava andare.
In questi 15 anni di vita a Salta, quante volte ho sentito la frase “che coraggio avete avuto“. Ebbene, ne io ne mia moglie, abbiamo mai sentito di fare una cosa coraggiosa. Quando senti di voler fare una cosa, se è il tuo momento, la fai. Chi si trova in una posizione differente vede del coraggio.
Il fare implica una cosa fondamentale: non hai più tempo per valutare, confrontare e rinunciare. Senti che è la cosa giusta e la fai. E’ un segreto di pulcinella valido non solo nelle scelte di vita ma penso anche in campo lavorativo, basta vedere il QI di tanti imprenditori di successo. Curiosamente infatti, il fare appartiene a chi non pensa troppo, in un certo senso a chi non ha bisogno di costruirsi certezze che poi non arrivano mai. Chi compie una scelta accetta il rischio del fallimento, che poi a volte risulta essere un momento di crescita importante.
Cosi si potrebbe dire che il fare risulta più facile alle persone più semplici.
Per questo l’esperienza in Argentina mi ha fatto capire che non sono la persona tanto intelligente che pensavo prima.
Per questo a 35 anni ho scelto la filosofia del fare. A 37 poi ho sposato Valentina e con lei ho aggiunto quella intelligenza e arguzia che hanno fatto poi molto comodo.
To be continued

Milano, Socompa

Fare, dicevo.

In un Viaggio in sud America, durante una tappa in pullman tra la città di Salta il deserto di Atacama in Cile, avevo conosciuto una ricercatrice argentina. Nei suoi appassionati racconti, mi parlò di scalate sui Vulcani più alti della Terra alla ricerca di Santuari Inca. Era il 1998, e pochi mesi dopo sul National Geographic, trovai la sua foto mentre portava alla luce una mummia di bambino Inca sul picco del Vulcano Llullaiallaco nella Provincia di Salta.

Salta, i suoi deserti ed i suoi Vulcani, era nato un legame.

Nella Pasqua del 2002, ho affittato un’auto 4×4 e da solo ho esplorato i deserti di altura della Puna, proprio intorno al Vulcano ritrovato sul Nat Geo. Li vicino c’era un passo dove solo una decina di viaggiatori arrivano ogni anno ed io dovevo andarci. Era il Passo di Socompa.

Tornai a casa a Milano, e scrissi un Diario di Viaggio, pubblicato col titolo di “Socompa“.

Dentro di me, iniziai a costruire un mondo di avventure e sogni. Il cuore desertico delle Ande, un plateau ad oltre 4.000 metri d’altezza, dall’altra parte del Globo, sarebbe diventato in pochi mesi la mia nuova casa.

Esattamente un anno dopo il primo viaggio a Socompa,  decisi di partire. Desideravo fare un’esperienza di vita lontano, in un luogo dove non avessi nessun tipo di legame. Era come fissare un punto zero. Avevo 35 anni, ero single con un lavoro indipendente. Ho avvisato il mio socio, che non capì molto all’inizio, ma neanche io sapevo. Ho preso un aereo per Salta e ho trascorso i 16 mesi più liberi e spensierati della mia vita, senza fermarmi mai. Non sarei stato più la stessa persona.

Introduzione

Oggi ci provo….
Non scrivo da 15 anni, ovvero da quando mi sono trasferito a vivere ai piedi delle Ande centrali.
Da quel momento la mia vita non solo è cambiata ma è stata risucchiata in un vortice di avventure e di storie tanto che l’unica cosa che mi è rimasta, è stata quella di vivere a fondo, senza a volte aver tempo di pensare.
Prendo questo Blog oggi, come l’opportunità di mettere un po d’ordine a tanti ricordi, a tanti incontri a tanti sacrifici ed a tantissime gioie.
Per riflettere su quanto sia facile decidere di fare. Si, fare, penso sarà il verbo piu utilizzato in questo diario. Forse il segreto di pulcinella è proprio questo, fare.
Ci vediamo fra poco, quando torneremo ad un Aprile di quasi quindici anni fa.
Ciao!
FA